Coronavirus e logistica: calma e chiarezza per affrontare le difficoltà

Nelle ultime settimane abbiamo tutti imparato, purtroppo, a conoscere il Comune di Codogno, nella parte meridionale della provincia di Lodi e al confine con quella di Piacenza. Ufficialmente è qui il centro di un focolaio di coronavirus: siamo in una zona che comprende dieci Comuni e 50mila persone e dove ci sono imprese di produzione e notabili piattaforme logistiche. Il Ministero della Salute, per arginare il contagio, ha emesso il 21 febbraio 2020 un’ordinanza che riguarda questi Comuni e che vieta alcune attività, come la sospensione delle attività lavorative a esclusione di quelle che erogano servizi essenziali.

 

Coronavirus e logistica: i dubbi

In molti si chiedono se sia reale la possibilità di contagio del virus attraverso gli oggetti, compresi pacchi o pallet stoccati nei magazzini e caricati sui veicoli per trasporto e distribuzione.
Non è ancora chiaro per il 2019-nCoV, il nuovo coronavirus al centro dell’attuale epidemia.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, per quanto riguarda la persistenza del virus sulle superfici degli oggetti, afferma che “non si sa ancora per quanto tempo il virus 2019-nCoV sopravviverà sulle superfici, anche se le informazioni preliminari suggeriscono che il virus potrebbe sopravvivere qualche ora o più. Semplici disinfettanti possono uccidere il virus rendendo impossibile infettare le persone”.
Sempre l’Oms rassicura sulla ricezione di pacchi o lettere dalla Cina, non c’è rischio di contrarre il nuovo coronavirus attraverso pacchetti. Questo perché l’esperienza con altri coronavirus dimostra che questi tipi di virus non sopravvivono a lungo su oggetti come lettere o pacchetti appunto.

 

L’arte della resilienza

Rallentamento e/o blocco delle attività logistiche e produttive, è tutto un dramma?
Abbiamo spesso parlato di come i momenti difficoltà possano diventare occasione di ulteriore crescita o di revisione radicale del proprio modello di supply chain.
Non dobbiamo affondare nelle nostre paure più profonde, ma navigare ad arte su quella che è l’arte di questo secolo, la resilienza. Quante volte negli ultimi dieci anni ne abbiamo letto, parlato?
La resilienza è la capacità di affrontare in maniera positiva eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita in seguito a difficoltà, di coltivare la sensibilità verso opportunità positive che la vita non smette mai di offrire.
Ne avevamo parlato anche nell’articolo dedicato al business continuity plan, il documento al quale ricorrere in situazioni di forte stress aziendale che deve coprire tutte le fasi della risposta a un incidente, dalla prima risposta fino alla ripresa delle normali attività.